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Salute e benessere

Latina, dopo l’operazione allo stomaco, capire che cosa è il Picacismo

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Latina, dopo l’operazione allo stomaco, capire che cosa è il Picacismo?

Dopo la notizia che un uomo a Latina è stato operato d’urgenza dopo avergli trovato svariati oggetti, andiamo alla scoperta del Picacismo secondo una fonte autorevole. Che cosa è il Picacismo?

Il picacismo è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dal mangiare regolarmente cose non commestibili.

Di solito, ciò che il picacista mangia non provoca danni, ma talvolta può causare complicanze, come l’occlusione del tratto digerente o l’avvelenamento da piombo.
Solitamente, i medici diagnosticano il picacismo quando un soggetto di età superiore a 2 anni ha consumato cose non commestibili per almeno un mese. Le tecniche comportamentali possono essere utili, ma poco si sa sui trattamenti specifici per il picacismo. Le carenze nutrizionali e altre complicanze vengono trattate secondo necessità. Le persone affette da picacismo mangiano abitualmente cose non commestibili (come carta, argilla, sporcizia o capelli). Per i bambini di età inferiore ai due anni, questo comportamento è ritenuto normale dal punto di vista dello sviluppo. I bambini piccoli mettono spesso in bocca ogni tipo di oggetto, talvolta ingoiandolo. Il picacismo si può verificare anche durante la gravidanza.

Secondo quanto riporta Manuale MSD, in alcune parti del mondo, mangiare cose non commestibili fa parte della tradizione culturale, come nel caso della medicina popolare, dei riti religiosi o di pratiche diffuse. Alcuni abitanti della Georgia Piedmont, ad esempio, mangiano regolarmente argilla. Solitamente ciò che il picacista mangia non provoca danni alla sua salute. Tuttavia, talvolta ciò che mangia causa complicanze, come stipsi, occlusione del tratto digerente, avvelenamento da piombo per aver mangiato frammenti di vernice, o infezione parassitaria per aver mangiato terriccio.

Il picacismo in quanto tale raramente interferisce con la funzionalità sociale; tuttavia, spesso si verifica in soggetti affetti da altri disturbi mentali che di fatto interferiscono con essa. Tra questi disturbi ci sono l’ autismo, la disabilità intellettiva e la schizofrenia. Fonte 

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Il Policlinico Gemelli di Roma è stato nominato miglior ospedale italiano

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Classifica 2024 di Newsweek: Gemelli tra i migliori ospedali del mondo

Il Policlinico Gemelli di Roma è stato nominato miglior ospedale italiano e uno dei migliori al mondo per il quarto anno consecutivo. Secondo l’edizione 2024 della classifica di Newsweek, il Policlinico Gemelli ha scalato tre posizioni rispetto allo scorso anno ed è ora al 35º posto a livello mondiale. Anche l’Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Andrea di Roma è stata inserita nella classifica, al 211º posto.

La classifica World’s Best Hospitals 2024 prende in considerazione gli ospedali di 30 Paesi, tra cui l’Italia. Al primo posto della classifica c’è la Mayo Clinic di Rochester negli Stati Uniti, seguita dalla Cleveland Clinic e dal Toronto General di Toronto in Canada. Tra gli ospedali italiani, Niguarda e San Raffaele di Milano si collocano rispettivamente al 52º e al 57º posto.
Il successo del Policlinico Gemelli è stato attribuito alla sua storia e alla missione di fornire cure e ricerche all’avanguardia, oltre alla formazione di medici e operatori sanitari. Il presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs ha sottolineato l’importanza di questo riconoscimento per il gemelli, che festeggia i suoi primi 60 anni di attività nel 2024.
La classifica di Newsweek è stata realizzata in collaborazione con Statista e ha coinvolto esperti medici, direttori e professionisti provenienti da 30 nazioni, oltre ai pareri dei pazienti e alle indagini sulla qualità e sugli esiti degli interventi ospedalieri. I primi dieci ospedali della classifica includono istituti negli Stati Uniti, Canada, Germania, Svezia, Francia, Israele e Svizzera.

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Vaccino gratis agli omosessuali mentre le donne pagano 215 euro

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Vaccino omosessuali gratis, donne pagano: strano caso

La dottoressa della Asl Roma 2, sita in largo Telese, pone una domanda apparentemente inopportuna: “Sei sicuro di essere omosessuale?” Tuttavia, rispondere affermativamente comporta un beneficio: ottenere gratuitamente la vaccinazione per l’Hpv, conosciuto anche come Papilloma Virus.

Il Papilloma Virus è una malattia nota per le sue gravi conseguenze ed è importante proteggersi da essa. La vaccinazione contro l’Hpv può essere ottenuta gratuitamente dalla Asl Roma 2 per le persone omosessuali.

Come riporta Romatoday, gli individui omosessuali hanno un rischio maggiore di contrarre il Papilloma Virus e le conseguenze possono essere molto serie. Pertanto, è fondamentale approfittare dell’opportunità di ricevere la vaccinazione gratuitamente presso la Asl Roma 2.

Il Papilloma Virus è un problema che riguarda tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Tuttavia, è importante essere consapevoli dei rischi aggiuntivi che possono riguardare le persone omosessuali e agire di conseguenza per proteggere la propria salute.

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Caduta dei capelli: Litfulo (Ritlecitinib), la pillola per l’alopecia areata grave

Caduta dei capelli: Litfulo (Ritlecitinib), la pillola per l’alopecia areata grave

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Caduta dei capelli: Litfulo (Ritlecitinib), la pillola per l’alopecia areata grave

Litfulo (ritlecitinib) è un importante farmaco per il trattamento dell’alopecia areata grave, una malattia autoimmune che conduce alla perdita di capelli. Questo prodotto, recentemente approvato negli Stati Uniti ed in Europa, ora è disponibile pure in Italia e nel Regno Unito. Lì, le autorità sanitarie lo hanno raccomandato per il Servizio sanitario nazionale.

Litfulo viene assunto una volta al giorno ed è stato indicato come un game changer nella cura della caduta dei capelli causata dall’alopecia. Questa affezione autoimmune attacca i follicoli piliferi, provocando la perdita a chiazze dei capelli. Nelle sue forme più gravi, per le quali è prescritto Litfulo, possono essere interessati anche i peli di ciglia, sopracciglia, barba e di altre parti del corpo.

Questo farmaco è prodotto da Pfizer ed ha ottenuto l’approvazione sia dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti, sia dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) in Europa. Recentemente, ha avuto il via libera anche nel Regno Unito, grazie alla raccomandazione del National Institute for Health and Care Excellence (Nice) per il suo utilizzo nel Servizio sanitario nazionale.

Che cos’è e come funziona il farmaco Litfulo? Questo prodotto è ideato per il trattamento dell’alopecia areata grave. E’ un immunosoppressore la cui azione è basata sull’inibizione di JAK3 e della chinasi della famiglia TEC. In questa maniera blocca la via di segnalazione delle citochine e dell’attività citolitica delle cellule T, coinvolte nella patogenesi dell’alopecia areata.

In pratica, Litfulo blocca gli enzimi che causano l’infiammazione e la caduta di capelli e peli, agevolando la loro ricrescita. L’alopecia areata si manifesta quando il sistema immunitario confonde i follicoli piliferi con un corpo estraneo e li attacca, causando la caduta dei capelli a chiazze.

Litfulo è consigliato per il trattamento dell’alopecia areata grave in adulti e adolescenti di almeno 12 anni. Viene somministrato in capsule rigide che devono essere deglutite intere una volta al giorno, indipendentemente dai pasti. L’uso di questo farmaco non è suggerito in associazione con altri inibitori JAK, immunomodulatori biologici, ciclosporina o altre potentissime sostanze immunosoppressive.

L’efficacia e la sicurezza di ritlecitinib sono state valutate nello studio ALLEGRO. E’ emerso che il 23% dei pazienti che ha assunto una compressa giornaliera di ritlecitinib per 24 settimane ha raggiunto una copertura di capelli pari o superiore all’80% dopo sei mesi di trattamento. Gli effetti collaterali più comuni includono mal di testa, diarrea, acne, eruzioni cutanee ed orticaria. Per maggiori dettagli su Litfulo si consiglia di consultare il foglietto illustrativo del farmaco o il Riassunto delle caratteristiche del prodotto disponibili sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

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In Italia impiantato innovativo neurostimolatore per il Morbo di Parkinson

In Italia impiantato innovativo neurostimolatore per il Morbo di Parkinson

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In Italia impiantato innovativo neurostimolatore per il Morbo di Parkinson

Un dispositivo innovativo per la neurostimolazione profonda è stato installato per la prima volta in Italia, al fine di ottimizzare la terapia e migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da Parkinson.

Questo intervento è stato effettuato all’inizio di gennaio da un team composto da neurologi, anestesisti e neurochirurghi dell’Irccs dell’azienda Usl di Bologna, su un paziente 66enne di Bologna. All’inizio di quest’anno, l’Irccs è diventato il centro di riferimento nazionale per l’installazione di questa tecnologia emergente, come riferito in una nota dell’azienda sanitaria.

Ogni giorno, la qualità di vita di quei pazienti che, benché reagiscano alla terapia farmaceutica, mostrano fluttuazioni, è compromessa. Da qui l’utilizzo dell’intervento di stimolazione cerebrale, riservato a individui con specifiche caratteristiche. Essa consiste nell’impianto di un dispositivo che invia stimoli elettrici ai nuclei profondi del cervello tramite elettrodi, migliorando i sintomi di Parkinson e la qualità di vita del paziente.

La stimolazione di aree selezionate del cervello inibisce i segnali che causano i sintomi motori disabilitanti di Parkinson. Ciò consente a molte persone di avere un controllo maggiore sui movimenti del corpo. La particolarità dell’intervento risiede nel dispositivo sofisticato che stimola il “nucleo target” e contemporaneamente registra la sua attività. Questa caratteristicascia ai medici di monitorare accuratamente i risultati della terapia implementata. Inoltre, siccome il dispositivo è ricaricabile, può essere impiantato permanentemente sottopelle nella gabbia toracica, evitando interventi chirurgici futuri per la sostituzione della batteria.

Una neurostimolazione più accurata e opportuna, oltre alla durata prolungata del dispositivo dovuta a un sistema di ricarica Bluetooth indipendente, aumentano notevolmente la qualità di vita dei pazienti affetti da Parkinson. Circa 4000 pazienti affetti da questa malattia sono seguiti dall’Irccs Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna, un centro di terzo livello che dispone di una rete di neurologi territoriali e una rete di professionisti multispecializzati dedicati allo specifico stadio della malattia del paziente.

I pazienti con malattia di Parkinson che sono candidati per l’intervento di neurostimolazione profonda vengono ricoverati presso l’unità operativa Neuromet. Qui, subiscono esami clinici e strumentali per escludere controindicazioni e valutare i rischi anestesiologici. Per coloro che risultano idonei, il ricovero per l’impianto del dispositivo medico innovativo viene programmato dopo discussione in un team multidisciplinare. A seguito dell’installazione del neurostimolatore, i pazienti vengono monitorati da vicino in un ambulatorio dedicato nei mesi successivi all’intervento.

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Donna

Roma, donna con cuore malformato dà alla luce due gemelli

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Primo caso in Italia: donna con cuore malformato dà alla luce due gemelli a Roma

Il miracolo della vita: una donna con un cuore malformato dà alla luce due gemelli a Roma

Una donna romana di trentasei anni è diventata madre di due gemelli nonostante sia nata con un cuore malformato. Questo è un caso molto raro, con solo quattro casi simili segnalati in tutto il mondo. La donna, che è stata seguita dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dal Policlinico Gemelli a Roma fin dalla nascita, ha affermato di essersi resa conto dei rischi derivanti dalla sua condizione, ma aveva comunque il desiderio di diventare madre.

Nata con un cuore univentricolare, cioè privo del ventricolo destro, la trentaseienne ha subito diversi interventi correttivi per affrontare questa grave patologia congenita. All’età di quattro anni, ha subito un intervento per costruire un sistema di circolazione alternativo noto come Fontan, che bypassa il cuore per portare il sangue direttamente ai polmoni. Nonostante l’intervento, la patologia richiede terapie e controlli costanti per tutta la vita, con solo il 5% dei casi che richiedono il trapianto.

Nonostante i rischi associati alle gravidanze in pazienti cardiopatiche, come l’aumento del volume del sangue, l’attività cardiaca e lo stress potenziale su organi come il fegato, i reni e l’intestino, la donna è riuscita a completare con successo la gravidanza. Il cesareo è stato eseguito nella 34ª settimana presso il Policlinico Gemelli, e i gemelli, un maschio e una femmina entrambi del peso di 1,4 chilogrammi, sono stati dimessi insieme alla mamma dopo circa dieci giorni di ricovero.

La neomamma ha descritto l’esperienza come un’emozione indescrivibile e ha incoraggiato altre donne con la stessa condizione a cercare assistenza presso centri specializzati per intraprendere il percorso della maternità. Data la complessità della patologia, il Bambino Gesù ha messo a disposizione un team di specialisti ACHD (Adults with Congenital Heart Disease) dedicato al sostegno dei bambini con cardiopatia anche in età adulta. Inoltre, per le donne cardiopatiche in gravidanza, esiste un gruppo multidisciplinare chiamato GUCH (Grown Up Congenital Heart) che offre supporto dalla pianificazione del parto al periodo post-gravidanza.

Questa storia è un vero esempio di coraggio e determinazione, e offre speranza a tutte le donne che si trovano in situazioni simili. La donna è riuscita a sfidare le probabilità e ad accogliere al mondo i suoi due preziosi piccoli, dimostrando che con il giusto supporto e attenzione, è possibile realizzare il sogno della maternità nonostante le sfide di salute. Fonte

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La Sapienza annuncia un importante lavoro sulla reversione tumorale

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La Sapienza reversione tumorale

Il gruppo di ricerca in Biologia dei Sistemi del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università La Sapienza di Roma (sempre più in alto nelle classifiche mondiali), guidato dal Prof. Mariano Bizzarri, ha annunciato la pubblicazione di un significativo studio sulla rivoluzionaria tematica della “reversione tumorale” sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale ‘Oncology Reports’.

Questo lavoro di revisione, condotto da Andrea Pensotti, un ricercatore italiano che ha dedicato anni allo studio dei processi di reversione tumorale sia dal punto di vista sperimentale che teorico, rappresenta un’importante sintesi di oltre ottant’anni di ricerca su questo argomento.

Il concetto di “reversione tumorale” si riferisce alla trasformazione del fenotipo delle cellule tumorali da maligno a benigno, avvenendo attraverso meccanismi epigenetici, che regolano l’espressione dei geni, senza correggere le mutazioni genetiche. Grazie a queste modifiche epigenetiche, le cellule tumorali perdono la loro aggressività e la capacità di metastatizzare.

Nonostante il concetto di reversibilità del fenotipo tumorale sia stato discusso fin dai primi del ‘900, è stato spesso trascurato e poco finanziato nel corso del tempo. Tuttavia, l’interesse suscitato dal lavoro del dott. Pensotti, frutto della collaborazione tra il gruppo di Biologia dei Sistemi e l’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme al Prof. Mariano Bizzarri e alla Prof.ssa Marta Bertolaso, dimostra la rilevanza storica e scientifica di questo argomento, che presenta dati affascinanti e ampiamente documentati.

La Sapienza reversione tumorale

Il progetto è stato condotto dal ricercatore italiano Andrea Pensotti, da anni impegnato nello studio dei processi di reversione tumorale.

Il lavoro del dott. Pensotti ha coinvolto la sistematizzazione di numerose ricerche rilevanti sull’argomento, filtrando e classificando gli articoli pubblicati in base ai modelli sperimentali e ai risultati ottenuti. Gli studi considerati poco significativi sono stati esclusi, mentre quelli ritenuti rilevanti sono stati organizzati per modelli sperimentali e risultati. Questo approccio ha fornito agli scienziati interessati una mappatura completa dello stato attuale della ricerca sulla reversione tumorale.

Una delle principali conclusioni emerse dalla revisione della letteratura scientifica è che gli embrioni, nelle loro fasi precoci di sviluppo, mostrano una naturale resistenza ai tumori, dovuta al loro microambiente che fornisce segnali biologici che guidano la differenziazione cellulare e la formazione degli organi. Questi stessi segnali sembrano influenzare anche le cellule tumorali, inducendone la conversione in cellule non cancerose.

Alcuni studi pionieristici citati nel lavoro del dott. Pensotti includono esperimenti condotti da John Gurdon e altri ricercatori che hanno dimostrato che impiantando nuclei di cellule tumorali in embrioni di rana o topi, è possibile ottenere animali sani. Inoltre, il Prof. Barry Pierce ha ipotizzato che il microambiente embrionale fornisca gli elementi chiave per questa reversione tumorale.

Inoltre, il team guidato dal Prof. Bizzarri ha recentemente identificato specifici micro-RNA negli estratti di uova di zebrafish e di trota che sono coinvolti nel processo di reversione tumorale. Questi micro-RNA sembrano influenzare diversi tipi di tumore, inducendo le cellule tumorali a perdere la loro aggressività e a ritornare a uno stato benigno.

In sintesi, la ricerca sulla reversione tumorale rappresenta un campo molto promettente, con evidenze sperimentali solide e potenziali applicazioni cliniche nel futuro. La capacità di “riprogrammare” le cellule tumorali potrebbe offrire nuove prospettive per la terapia del cancro, sia come trattamento complementare che come strategia terapeutica indipendente. Fonte

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80% dei medici vedono il tabacco riscaldato come alternativa al fumo

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80% dei medici vedono il tabacco riscaldato come alternativa al fumo: l’importanza della riduzione del rischio

La ricerca effettuata dall’Istituto Piepoli, in collaborazione con l’associazione Adiconsum e con il supporto di Philip Morris Italia, ha evidenziato i potenziali benefici che deriverebbero dal passaggio dalle sigarette tradizionali ai prodotti innovativi senza combustione. Tuttavia, i dati rivelano che le informazioni necessarie per comprenderli non sono facilmente accessibili.

Secondo la ricerca, oltre il 90% dei medici intervistati ritiene che il fumo sia un’emergenza sanitaria molto grave, e dunque affrontano l’argomento con i propri pazienti. Tuttavia, meno di un intervistato su dieci si preoccupa di domandare ai pazienti se utilizzano prodotti senza combustione. Questa situazione è dovuta alla mancanza di informazioni sui prodotti innovativi, come dimostra il fatto che quasi la metà degli intervistati ha scoperto questi prodotti tramite il passaparola.

Carlo De Masi, presidente di Adiconsum, sostiene che è necessario intervenire principalmente su due aspetti per proteggere in maniera efficace la salute dei cittadini dai rischi legati al fumo. Il primo riguarda la prevenzione, attraverso l’educazione e il controllo dell’accesso ai prodotti da parte dei minori. Il secondo, invece, riguarda l’informazione ai consumatori, che dovrebbe permettere a ciascuno di comprendere i rischi e le differenze degli svariati tipi di prodotti in commercio, valutando i possibili vantaggi delle alternative disponibili.

Nonostante l’obiettivo principale dei medici sia la cessazione del fumo, quasi la metà di loro ritiene che i prodotti a tabacco riscaldato potrebbero rappresentare un’alternativa valida per i fumatori. Oltre la metà dei medici ha riferito che i loro pazienti si sentono meglio, con meno tosse e maggiore respiro, quando decidono di passare ai prodotti a tabacco riscaldato.

Ancora in riferimento ai dati della ricerca dell’Istituto Piepoli, risulta che la quasi totalità degli intervistati – cioè il 92% – crede che la medicina basata sulle evidenze sia applicabile al settore della riduzione dei rischi associati al fumo di sigaretta. Sulla base dei molti risultati scientifici che affermano come i prodotti a tabacco riscaldato possono rappresentare un’alternativa valida per i fumatori adulti, quasi l’80% dei medici intervistati sostiene che lo Stato dovrebbe promuovere la riduzione del rischio e incoraggiare i fumatori a passare ad alternative senza combustione.

Per Livio Gigliuto, presidente esecutivo dell’Istituto Piepoli, il modo più efficace per affrontare l’emergenza del fumo è un ruolo attivo delle istituzioni e la continua ricerca scientifica. Solo in questo modo ci sarà un’informazione «precisa anche nel medico di medicina generale, che ha un approccio più diretto con il paziente e può spiegare in maniera più evidente il danno da fumo».

Luciano Ciocchetti, vicepresidente XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, sostiene che la politica italiana deve uscire da questa logica ideologica, fornendo informazioni sui rischi, formando i medici e offrendo opportune alternative a chi vuole smettere di fumare. Secondo Ciocchetti, infatti, è necessario lavorare insieme a governo e associazioni scientifiche per elaborare strategie alternative di informazione e formazione di medici e dei consumatori sulla riduzione del danno.

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L’ospedale Bambino Gesù acquista il Forlanini dalla Regione e cambierà sede <3

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L'ospedale Bambino Gesù acquista il Forlanini

Il segretario di Stato del Vaticano, cardinale Pietro Parolin, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, hanno formalizzato un dichiarazione di intenti sul futuro dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’istituto potrebbe trasferirsi dall’attuale sede nel Gianicolo all’ex ospedale Forlanini a Roma.

Nel dichiarazione, viene riconosciuto l’alto standard di eccellenza del Bambino Gesù in termini di assistenza pediatrica e ricerca biomedica, sia a livello nazionale che internazionale. Tuttavia, le attuali strutture, in particolare la sede storica di Sant’Onofrio al Gianicolo, non permettono ulteriori miglioramenti o espansioni. L’area dell’ex ospedale Forlanini è stata quindi individuata come uno dei luoghi più adatti per la costruzione della nuova sede.

I prossimi passi prevederanno l’acquisto del complesso del Forlanini, attualmente di proprietà della Regione Lazio, da parte della Santa Sede. Successivamente, la Santa Sede dovrà concedere il diritto di superficie all’Inail, che si oIccuperà della costruzione del nuovo ospedale. Inoltre, l’Inail affitterà il nuovo complesso dell’ospedale, pagando un canone che coprirà il proprio investimento nella costruzione. Infine, si prevede un accordo tra la Santa Sede e l’Italia per il trasferimento dei privilegi immunitari previsti dagli articoli 15 e 16 del Trattato del Laterano alla nuova sede del Bambino Gesù.

Per quanto riguarda la sede storica di Sant’Onofrio, la Santa Sede e lo stato italiano avvieranno un confronto, considerando l’attuale funzione socio-assistenziale del complesso e prevedendo anche il diritto di prelazione a favore dello stato italiano.

L’intento di questa manovra, spiega il sottosegretario Mantovano, è quello di fornire spazi adeguati ai bambini con patologie gravi, ai loro familiari e ai medici che si occupano della loro cura, nonché per la ricerca medica.

Finalmente, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso apprezzamento per la dichiarazione di intenti tra il governo italiano e la Santa Sede riguardo al futuro dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, vedendolo come un primo passo verso la restituzione del Forlanini alla sua vocazione originaria: un presidio a difesa della salute dei più fragili.

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Vaiolo delle scimmie: 13 casi confermati nella vicina Toscana

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Vaiolo delle scimmie: 13 casi confermati in Toscana – Aggiornamento più recente

Attualmente in Toscana sono stati rilevati 13 casi di vaiolo delle scimmie, una malattia virale rara che si diffonde prevalentemente in Africa e nei Paesi tropicali. I settori competenti della Regione stanno monitorando costantemente la situazione in stretta collaborazione con le Asl. Secondo una dichiarazione della Regione, la situazione è stabile e sotto controllo, sperando che sia circoscritta solo in quella regione e non arrivi anche nel Lazio.

La dichiarazione della Regione sottolinea che, “tutti i casi sono stati prontamente gestiti e i servizi di Igiene pubblica hanno iniziato le indagini epidemiologiche, per poi notificare i casi al Ministero della Salute“. La Regione sta lavorando attivamente sulla pianificazione della vaccinazione, che sarà gestita dai centri delle Malattie infettive delle Aziende.

I sintomi del vaiolo delle scimmie, come riportato dal sito del Ministero della Salute, solitamente includono febbre, sonnolenza, mal di testa, dolori muscolari. Tra i segni più comuni troviamo linfonodi ingrossati ed eruzioni o lesioni cutanee. Di solito, l’eruzione cutanea compare entro tre giorni dall’inizio della febbre. Le lesioni possono essere piatte o leggermente rialzate, piene di liquido limpido o di colorito giallastro, possono formare delle croste, asciugarsi e cadere. Generalmente, i sintomi durano da 2 a 4 settimane e scompaiono da soli senza alcun trattamento.

Il virus viene trasmesso attraverso un contatto stretto con un caso sintomatico. Inoltre, l’eruzione cutanea, i fluidi corporei (come liquido, pus o sangue proveniente dalle lesioni cutanee) e le croste sono particolarmente contagiosi.

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Quanto costano i prodotti gluten free? +73% rispetto ai cibi tradizionali. L’indagine nella Gdo

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Quanto costano i prodotti gluten free? +73% rispetto ai cibi tradizionali. L’indagine nella Gdo

Quanto costano i prodotti gluten free? Acquistare prodotti senza glutine costa in media il 73% in più rispetto ad un’alimentazione tradizionale, con i prezzi al dettaglio di cibi e bevande gluten-free che hanno subito una crescita negli ultimi anni. I dati arrivano da uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) in collaborazione con Assoutenti.

Nello specifico l’indagine prende in esame un paniere di 10 prodotti alimentari venduti nelle principali catene della Gdo che vanno dalla colazione alla cena, passando per snack, bevande e gelati, per capire quanto costi oggi inserire nella propria dieta beni senza glutine, come siano cambiati i prezzi negli ultimi anni e le differenze di spesa rispetto ai prodotti tradizionali.

Quanto costano i prodotti gluten free? Considerato il paniere analizzato, in 3 anni i prodotti gluten-free sono rincarati in media del +10%, con punte del +23,7% per i gelati, mentre fette biscottate e birra hanno mantenuto i listini invariati – spiegano Assoutenti e Centro di formazione e ricerca sui consumi – La pasta, uno degli alimenti senza glutine più venduti in Italia, registra aumenti superiori al 7% mentre i biscotti per la colazione salgono di oltre il 12%.

Ma le differenze più pesanti si riscontrano mettendo a confronto il costo odierno al chilo dei prodotti senza glutine con i corrispettivi “tradizionali”. A parità di marca, gli incrementi medi dei listini per il paniere preso in esame sono del +73%, e non mancano le sorprese. Ad esempio fare colazione con le fette biscottate di una nota catena della grande distribuzione costa il 257% in più se si sceglie la confezione senza glutine, +41,6% se si opta per i biscotti di una famosa marca di dolciumi. Per un piatto di pasta (spaghetti o fusilli) si spende circa il 110% in più.

La sfoglia per una torta salata rustica è più cara del 64,8%, mentre bere una birra italiana costa mediamente il 64,2% in più. Una pizza surgelata senza glutine è più “salata” del 35,4% rispetto alla margherita della stessa marca ma con glutine, e se si ha voglia di golosità un biscotto farcito alla crema al cioccolato costa in media il 36,1% in più. Unico prodotto del paniere a non registrare differenze di prezzo è il cornetto gelato classico, che al chilo presenta il medesimo listino al pubblico indipendentemente se sia con o senza glutine, anche se si tratta del bene più rincarato negli ultimi 3 anni tra quelli presi in esame.

“Il mercato dei prodotti gluten-free è in costante crescita in Italia, al punto che nel 2023 il giro d’affari del comparto ha raggiunto i 400 milioni di euro, in crescita del +6% su base annua – spiega Furio Truzzi, presidente del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) – Sugli scaffali di negozi e supermercati sono sempre più numerosi gli alimenti senza glutine, e ciò in risposta alla crescente domanda da parte dei consumatori. Un numero sempre maggiore di cittadini, infatti, sceglie di consumare cibi e bevande gluten-free anche in assenza di intolleranze o allergie, ma come semplice scelta alimentare spesso dettata da convinzioni o mode: secondo le ultime stime il 21% degli italiani acquista e consuma abitualmente prodotti senza glutine” – conclude Truzzi.

Secondo uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) in collaborazione con Assoutenti, acquistare prodotti senza glutine costa in media il 73% in più rispetto a un’alimentazione tradizionale. Negli ultimi anni, i prezzi al dettaglio di cibi e bevande gluten-free sono aumentati. Lo studio ha analizzato un paniere di 10 prodotti alimentari venduti nelle principali catene della Gdo, che includono colazione, cena, snack, bevande e gelati, al fine di comprendere quanto costa oggi inserire nella propria dieta prodotti senza glutine, come i prezzi sono cambiati nel tempo e le differenze di spesa rispetto ai prodotti tradizionali. Nel corso di 3 anni, i prodotti senza glutine sono aumentati in media del 10%, con un picco del 23,7% per i gelati.

Tuttavia, le fette biscottate e la birra hanno mantenuto gli stessi prezzi. La pasta, uno dei prodotti senza glutine più venduti in Italia, ha registrato un aumento superiore al 7%, mentre i biscotti per la colazione sono aumentati di oltre il 12%. Le differenze più significative si riscontrano confrontando i prezzi al chilo dei prodotti senza glutine con i corrispettivi tradizionali. A parità di marca, il paniere analizzato ha registrato un aumento medio del 73% nei prezzi, con alcune sorprese. Per esempio, fare colazione con le fette biscottate di una famosa catena di supermercati costa il 257% in più se si sceglie la versione senza glutine e il 41,6% in più se si opta per i biscotti di una nota marca di dolciumi. Per un piatto di pasta (spaghetti o fusilli) si spende circa il 110% in più. La sfoglia per una torta salata rustica è più costosa del 64,8%, mentre bere una birra italiana costa in media il 64,2% in più.

Una pizza surgelata senza glutine è più costosa del 35,4% rispetto a una margherita della stessa marca con glutine, e un biscotto farcito alla crema al cioccolato costa in media il 36,1% in più. L’unico prodotto nel paniere che non ha registrato differenze di prezzo è il cornetto gelato classico, che presenta lo stesso prezzo al chilo indipendentemente dalla presenza o meno di glutine, anche se è stato quello che ha subito il maggior aumento di prezzo negli ultimi 3 anni tra i prodotti presi in esame. Furio Truzzi, presidente del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), spiega che il mercato dei prodotti senza glutine è in costante crescita in Italia e nel 2023 ha raggiunto un giro d’affari di 400 milioni di euro, con una crescita annuale del 6%. Sempre più persone scelgono di consumare cibi e bevande senza glutine anche senza intolleranze o allergie, ma semplicemente come scelta alimentare dettata da convinzioni o mode. Secondo le ultime stime, il 21% degli italiani acquista e consuma abitualmente prodotti senza glutine. Fonte

Quanto costano i prodotti gluten free? La tabella completa

 

Prodotto senza glutine Prezzo 2021 Prezzo 2024 Differenza %
Spaghetti (400 gr) 1,91 euro 2,05 euro +7,3%
Fusilli (400 gr) 1,91 euro 2,06 euro +7,8%
Biscotti da colazione (220 gr) 2,44 euro 2,74 euro +12,3%
Pizza Margherita Surgelata (360 gr) 4,03 euro 4,51 euro +11,9%
Pasta Sfoglia Rotonda (280 gr) 3,49 euro 4,08 euro +16,9%
Birra (3 X 33 Cl) 3,98 euro 3,98 euro
Fette biscottate (225 gr) 3,20 euro 3,20 euro
Biscotti ripieni con crema al cioccolato (150 gr) 2,95 euro 3,19 euro +8,1%
Bastoncini di merluzzo (300 gr) 4,67 euro 5,24 euro +12,2%
Cornetto gelato (al pz) 0,80 euro 0,99 euro +23,7%
MEDIA AUMENTI     +10%

  Prezzo al kg prodotto normale Prezzo al kg prodotto senza glutine Differenza %
Spaghetti 2,45 euro 5,12 euro +109%
Fusilli 2,45 euro 5,15 euro +110%
Biscotti da colazione 8,79 euro 12,45 euro +41,6%
Pizza Margherita Surgelata 9,25 euro 12,53 euro +35,4%
Pasta Sfoglia Rotonda 8,84 euro 14,57 euro +64,8%
Birra 2,43 euro (al litro) 3,99 euro (al litro) +64,2%
Fette biscottate 3,98 euro 14,22 euro +257,3%
Biscotti ripieni con crema al cioccolato 15,62 euro 21,26 euro +36,1%
Bastoncini di merluzzo 15,82 euro 17,46 euro +10,4%
Cornetto gelato 13,31 euro 13,31 euro
MEDIA AUMENTI     +72,9%

Indagine condotta sui prodotti in vendita presso le principali catene della Gdo in Italia.

Roma, stop alle automobil!

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