Trecento alunni della scuola elementare Nando Martellini, a Roma, stanno seguendo le lezioni a distanza dopo i danni al tetto dell’edificio. Una soluzione nata come emergenza che, per studenti e famiglie, si è trasformata in un’attesa concreta: quando sarà davvero possibile tornare in classe?
Secondo quanto riportato da Fanpage Roma, la copertura installata per proteggere la scuola dalle infiltrazioni è stata danneggiata ad agosto da una tromba d’aria. Il problema ha reso necessario spostare le attività didattiche online, lasciando circa 300 bambini fuori dalle aule e imponendo alle famiglie una nuova organizzazione quotidiana.
Il Municipio XII ha assicurato che i lavori sono in corso e che le classi saranno risistemate in tempi brevi. L’assessora municipale Stella Squillace ha indicato come termine previsto la metà di dicembre: «Entro metà dicembre termineranno i lavori».
La promessa è quindi precisa, ma il rientro resta legato alla conclusione degli interventi e alla verifica delle condizioni di sicurezza dell’edificio. Non basta riparare la copertura: prima di riportare i bambini nelle aule sarà necessario accertare che gli spazi siano nuovamente protetti dalle infiltrazioni e utilizzabili senza rischi.
Per gli alunni, la didattica a distanza significa affrontare le lezioni lontano dal normale ambiente scolastico, dai compagni e dalla routine quotidiana. Per i genitori, invece, il disagio può tradursi in difficoltà nella gestione del lavoro, degli orari e dell’assistenza durante le ore di lezione.
Tetto danneggiato, lavori e rientro: cosa sappiamo
La sequenza degli eventi è chiara: ad agosto la tromba d’aria ha portato via la copertura destinata a proteggere la scuola dalle infiltrazioni; in seguito, le classi della Nando Martellini sono state costrette alla dad. Ora il Municipio indica nella metà di dicembre la scadenza per completare i lavori e preparare il ritorno in presenza.
Restano da verificare, fino alla chiusura del cantiere, i tempi effettivi e le modalità con cui verrà certificata l’agibilità degli spazi interessati. L’auspicio delle famiglie è che l’annuncio del rientro non resti soltanto una scadenza amministrativa, ma diventi una data accompagnata da interventi conclusi e controlli puntuali. Perché una scuola può funzionare a distanza per qualche giorno, ma non può trasformare un’emergenza edilizia in una normalità per i bambini.
