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GERMANIA Hanau Almeno otto morti in due sparatorie

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Due sparatorie in due diversi locali di Hanau, a una ventina di chilometri da Francoforte, in Germania. Almeno otto persone sono morte sotto i colpi d’arma da fuoco. La polizia precisa che si tratta di locali dove si fuma il narghilè. Altre cinque persone rimaste ferite in maniera gravissima.

La polizia di Hanau, nell’Assia Sud-orientale, in Germania, ha dichiarato di aver trovata morta nella sua casa una persona sospettata di essere l’autore delle sparatorie. La polizia ha dichiarato sui social: “Il probabile autore della strage è stato trovato senza vita nella sua casa di Hanau. Le forze speciali hanno anche scoperto un altro cadavere nello stesso luogo. L’inchiesta è in corso. Attualmente non ci sono indicazioni su altri responsabili della strage”.

Secondo la ricostruzione della Bild l’attacco sarebbe avvenuto in due fasi. La prima sparatoria in un locale e la successiva quando altri spari sono arrivati da un’auto in corsa. I primi colpi sparati a Kurt-Schumacher-Platz, una piazza centrale nel distretto di Kesselstadt. La polizia è intervenuta con numerosi uomini e ha isolato la zona.

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Sparatoria a Roma: chi è il 28enne che ha ucciso Caterina Ciurleo, vicino ai Casamonica

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Arrestato 28enne per l’omicidio di Caterina Ciurleo

D.S., un italiano di 28 anni con precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio, è stato fermato ieri sera con l’accusa di aver ucciso l’81enne Caterina Ciurleo.



La dinamica dell’incidente

Valentina Ciurleo è stata colpita da un proiettile di pistola mentre viaggiava a bordo di una Smart in via della Riserva Nuova, periferia Sud Est di Roma. I colpi sono stati sparati da un 28enne a bordo di una Fiat 500, il cui vero obiettivo era il conducente di una Golf. Il giovane è stato fermato nella serata di ieri con l’accusa di omicidio.

Identità e passato del sospettato

D.S. sono le sue iniziali, è un italiano di 28 anni e ha alle spalle diversi precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio. Stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, la sua famiglia è vicina (ma recentemente avversaria) al clan Casamonica. Per risalire alla sua identità sono state fondamentali le telecamere di sicurezza installate in zona, che hanno registrato le targhe dei veicoli. Sono stati sparati cinque colpi da una pistola calibro nove, tutti dall’automobile del ragazzo. L’obiettivo era il conducente di una Golf. Come detto, la signora Ciurleo è stata colpita e uccisa per sbaglio mentre si trovava a bordo di una Smart insieme a un’amica. Il giovane è stato fermato dagli agenti della squadra mobile e del distretto Casilino.

La dinamica: l’81enne colpita per errore

Giovedì pomeriggio la signora Ciurleo era uscita con la sua amica e insieme erano andate al centro commerciale. Erano a bordo di una Smart e stavano tornando a casa, quando si sono trovate per sbaglio al centro di una sparatoria. Uno dei colpi ha attraversato il portabagagli della vettura e ha ferito l’81enne alla schiena. Trasportata in gravissime condizioni al pronto soccorso del policlinico di Tor Vergata, è stata operata d’urgenza ma è morta nella mattinata di venerdì.

Mary Grace Duque: Un altro caso di omicidio

Mary Grace Duque è stata uccisa da un pirata della strada a Roma. Sono stati chiesti per lui 4 anni e 8 mesi. Il vero obiettivo del 28enne era il conducente di una Golf e la donna a bordo della Smart è stata colpita per sbaglio.

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Degrado nelle vie laterali a San Pietro

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Problemi di Degrado nelle Vie Lateral di San Pietro

“C’è ancora molto degrado nelle vie laterali che avrebbe bisogno di essere risparmiato”, ha detto monsignor Fisichella. Questa la risposta del sindaco Gualtieri: “Ha ragione, anche a causa del grande afflusso di turisti in alcune vie laterali intorno a San Pietro ci sono problemi di degrado che vanno risolti”.



Riqualificazione di Roma

Roma “sarà più bella e vivibile” e il cantiere di piazza Pia porterà benefici a tutta la zona e riqualificherà il passaggio tra Castel Sant’Angelo e il Vaticano. Ma “c’è ancora molto degrado nelle vie laterali che avrebbe bisogno di essere risparmiato. Come voi sapete la mattina, fino alla sera San Pietro la zona è stracolma di turisti in ogni momento e giorno dell’anno”.

Audizione di Monsignor Fisichella

Così monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’evangelizzazione, in audizione alle commissioni capitoline congiunte Giubileo e Turismo, presiedute dai consiglieri Dario Danni e Mariano Angelucci.

“Sono anni che ci stiamo preparando al Giubileo, dal 2022. Poco alla volta con i vari interlocutori stiamo riuscendo ad arrivare ad avere una città più bella e vivibile, a fronte dei tanti cantieri che sono aperti a Roma”, ha aggiunto monsignor Fisichella.

Preparativi per il Giubileo 2025

Il sindaco Gualtieri ha risposto all’agenzia Ansa che “monsignor Fisichella ha ragione, la preparazione del Giubileo sta procedendo bene ma anche a causa del grande afflusso di turisti in alcune vie laterali intorno a San Pietro ci sono problemi di degrado che vanno risolti”.

Il primo cittadino ha promesso che lavorerà “con ancora maggiore impegno per superarli del tutto. Sono fiducioso che anche grazie alla forte collaborazione tra Santa Sede, Governo e Roma Capitale per il Giubileo avremo una città rinnovata e più bella”. 

Accoglienza dei Pellegrini

Parlando ancora del Giubileo, monsignor Fisichella ha messo l’accento sul tema dell’accoglienza dei tantissimi pellegrini che arriveranno a Roma per partecipare agli eventi in programma: “Accoglienza vuol dire trasporti. Questo credo sia un punto un po’ più debole. E vuol dire trovare anche una città pulita e che dia il meglio di sé con il suo arredo. Tante questioni all’ordine del giorno nei nostri incontri e che trovano comunque un riscontro positivo. Io credo poi che Roma deve riuscire a dare il meglio di sé senza il volto del furbo che compromette la situazione di tutti. Questo è un investimento per il futuro di Roma e non solo per il Giubileo perché il pellegrino che tornerà a casa poi parlerà bene di Roma, invogliando a tornare in quei luoghi. Ci vuole attenzione a tutto questo”. 

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Calo delle temperature con nuvole e pioggia

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Previsioni Meteo del 25 Maggio 2024: Pioggia e Temperature in Calo

Temperature in calo, cielo scuro e pioggia: queste le previsioni meteo per oggi, sabato 25 maggio 2024, a Roma e nel Lazio.



(Getty Images)

Maltempo a Roma e nel Lazio

Temperature in calo, nuvole e pioggia con qualche schiarita. A Roma e nel Lazio sembra tornare il maltempo. Il termometro oscilla fra una minima di 9 gradi, attesa nel Reatino, e una massima di 21 gradi centigradi a Latina. Tregua per la domenica, ma dalla prossima settimana torna ancora la pioggia.

Che Tempo Fa Oggi a Roma

Come scrive Il Meteo.it, oggi a Roma si prevedono piogge e schiarite per tutto il giorno. Le temperature oscillano fra una minima di 16 gradi, attesi nelle prime ore della mattina o nel corso della serata di sabato, e una massima attesa nelle parti centrali della giornata, verso metà pomeriggio, di 20 gradi centigradi. È proprio nella metà della giornata che è attesa la pioggia, con precipitazioni di quantità fra le modeste e le consistenti.

Le Previsioni Meteo sulle Province

Temperature in calo anche nelle altre province della regione. Nel Reatino il termometro oscilla fra i 10 e i 18 gradi centigradi: dopo una mattinata di cielo scuro, la pioggia inizia a scendere nel primo pomeriggio. Attese qualche ora dopo le schiarite. Situazione simile nel Viterbese dove il cielo resta scuro per tutta la mattina. Anche nella Tuscia la pioggia inizia a scendere intorno all’ora di pranzo, a metà giornata, con precipitazioni modeste. Poi, anche in questo caso, torna il sereno.

Previsioni Meteo a Frosinone e Latina

Tempo simile anche a Frosinone e a Latina, dove la mattina si presenta con cielo e nuvole scure fino all’arrivo delle precipitazioni che, anche in questo caso, sono previste per l’ora di pranzo. Le temperature, sul litorale pontino, si muovono fra i 16 e i 21 gradi, mentre in Ciociaria le temperature si muovono fra i 14 e i 19 gradi.

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Roma, incendio in una falegnameria di un palazzo di 7 piani a San Giovanni: evacuate 40 persone

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Incendio in via Sciacca: falegnameria in fiamme

Nube scura sul cielo della capitale: in via Sciacca prende fuoco una falegnameria. Intervento in corso dei pompieri, evacuata la palazzina.



Il luogo dell’incendio

Foto a sinistra dal gruppo Facebook "Quartiere Appio-Latino Tuscolano L’originale ex Municipio IX".

La dinamica dell’incidente

Paura in centro città a Roma dove, dopo un boato avvertito da molti residenti, è scoppiato un incendio nella sera di oggi, venerdì 24 maggio 2024, poco dopo le ore 20. Le fiamme hanno avvolto in breve tempo il piano seminterrato di una palazzina di sei piani situata in via Sciacca, nello spazio che ospita una falegnameria.

Intervento dei vigili del fuoco

Sul posto, non appena allertati, sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco per svolgere le prime operazioni di spegnimento e poi di bonifica. Gli inquilini dello stabile sono stati evacuati: si tratta di circa 40 persone. Ma fortunatamente non risultano esserci persone ferite.

Testimonianze sui social media

La colonna di fumo visibile da chilometri di distanza

"Ma cosa è stato questo botto?", si chiedono alcuni sui social network. Polizia, vigili e pompieri: sono loro che sono arrivati a sirene spiegate poco dopo. Prima del fuoco, secondo il racconto di molti, ci sarebbe stato il boato.

Intervento tempestivo delle autorità

Un grosso albero cade su un palazzo in zona San Giovanni: evacuati tre appartamenti

I vigili del fuoco sono arrivati con almeno tre squadre per spegnere le fiamme, con al seguito tre Autobotti, l’autoscala ed il Carro Autoprotettori. "Odore acre e fumo nero, stanno intervenendo adesso", risponde qualcuno. Nel frattempo i soccorritori hanno circondato e chiuso la zona alla circolazione per permettere ai soccorritori di svolgere le operazioni in tranquillità. Sul posto anche un’ambulanza a scopo preventivo.

Il fumo visibile da lontano

Il fumo visibile da una finestra del Pigneto, foto dal gruppo Facebook 'Amici del Pigneto'

Il fumo visibile da una finestra del Pigneto, foto dal gruppo Facebook "Amici del Pigneto".

Il forte odore acre nella zona

Fumo denso e odore forte: "Dobbiamo chiudere le finestre"

La colonna di fumo denso è visibile anche a chilometri di distanza. "Questo è ciò che vedo dalla mia finestra se guardo verso la via Casilina – scrive una donna sui social – Abito al Pigneto".

La situazione nei quartieri limitrofi

Nel frattempo, oltre al fumo scuro, nella zona di via Sciacca ha iniziato a diffondersi un forte odore acre che, spinto dal vento, sta raggiungendo anche i quartieri limitrofi. "Siamo costretti a chiudere le finestre – scrivono altri sui social – Qui l’aria è irrespirabile".

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Donna colpita da proiettile vagante in sparatoria a Roma: deceduta

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Morte della Donna Colpita da Proiettile Vagante

Questa mattina è morta la donna di 81 anni colpita da un proiettile vagante ieri pomeriggio su via Prenestina, alla periferia di Roma. Illesa l’altra donna in auto con l’anziana, le indagini sono in corso.



Foto Archivio dell’Incidente

Foto Archivio

Colpo Mortale

È morta la donna di 81 anni colpita da un colpo di pistola mentre era in auto con un’amica ieri pomeriggio su via Prenestina, in periferia di Roma. Cinque bossoli sono stati trovati a terra dalla polizia.

Indagini Preliminari e Ipotesi

L’ipotesi più accreditata secondo le prime ricostruzioni è che l’anziana di 81 anni sia stata colpita per errore da un proiettile e che gli spari siano stati esplosi dalla stessa pistola. Gli investigatori cercano chi si trovava a bordo della Fiat 500 rossa da cui sono partiti i colpi. Le indagini sono in corso.

Spari a Roma: Cosa è Successo al Prenestino

I fatti sono accaduti nel pomeriggio di ieri, giovedì 23 maggio, nella zona di via Prenestina, nel quartiere est della città di Roma. Due persone a bordo di una Fiat 500 rossa hanno puntato all’interno di una Smart a cui si sono affiancati e hanno sparato diversi colpi. All’interno dell’automobile al volante c’era una donna classe 1960, rimasta illesa. Sul sedile del passeggero, invece, c’era la donna di 81 anni, che era stata trasportata all’ospedale Umberto I, già in gravi condizioni. La Fiat 500 si è allontanata su via Don Primo Mazzolari e ha fatto perdere le sue tracce.

Le Indagini in Corso

Sul luogo del delitto in via Prenestina sono arrivati ieri gli agenti della polizia dei commissariati di Casilino e Romanina nel tentativo di raccogliere più informazioni possibili e cercare i due aggressori a bordo della Fiat 500 rossa. Sono stati ritrovati cinque bossoli a terra e la pista più probabile e presa in considerazione dagli inquirenti è che l’ottantunenne sia stata presa di mira per sbaglio e che i colpi siano stati sparati da un’unica pistola.

Non ci sono ancora elementi utili per identificare i colpevoli: non si sa se si tratti di uomini o donne, né elementi per determinare l’età o una possibile conoscenza con le donne a bordo della Smart. È da chiarire il movente del gesto. Le immagini acquisite dalle telecamere sono al vaglio di chi indaga.

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Serena era stata vista entrare in caserma

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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone



23 Maggio 2024
15:10

Le dichiarazioni del testimone

“L’ha vista entrare in caserma, ma non l’ha vista uscire, ma non ne ha parlato prima perché aveva paura – ha spiegato il testimone, amico di Tuzi – Adesso se mi devono ammazzare lo facessero pure, le figlie sono grandi, mi aveva detto confidandosi”.

L’immagine della vittima e del brigadiere

Santino Tuzi a sinistra, Serena Mollicone a destra.

Il processo e le testimonianze

Nuovo appuntamento in aula per l’omicidio di Serena Mollicone avvenuto nel giugno del 2001 nel Frusinate. "Mi ha detto che aveva visto Serena Mollicone entrare in caserma, ma che non l’aveva più vista uscire". Queste le parole di Marco Malnati, amico del brigadiere dei carabinieri di Arce, chiamato a testimoniare nel processo in corso che vede fra gli imputati i membri della famiglia Mottola, completamente assolti in primo grado dal tribunale di Cassino: il maresciallo della caserma Franco, la moglie Anna Maria e il figlio Marco.

Il silenzio per paura

"Mi ha raccontato queste cose solo sei o sette anni dopo, fra il 2007 e il 2008 – continua Malnati – Prima non ne avevo parlato per paura, ma adesso se mi devono ammazzare lo facessero pure, le figlie sono grandi, mi disse". Gettando nuova luce sulle circostanze sospette nelle quali è avvenuto il suicidio del brigadiere. È stato proprio Malnati che, nel momento del ritrovamento del corpo senza vita di Tuzi, nei pressi della diga, ha gridato davanti alle telecamere: "Gli hanno tappato la bocca".

I sospetti sulla morte di Carlo Peruzzi

Malnati ha poi avanzato sospetti anche sulle circostanze in cui è morto Carlo Peruzzi, amico comune, con cui Tuzi si sarebbe confidato all’epoca: "L’andai a prendere in ospedale e poi è successo quel che è successo…", ha dichiarato in aula.

Omicidio Mollicone, il barbiere: "Marco Mottola mi chiese di tagliargli i capelli prima del funerale"

Santino Tuzi e le rivelazioni agli amici

Ciò che Tuzi aveva rivelato a Peruzzi e Malnati riguardava proprio la scomparsa di Mollicone, entrata in caserma, ma mai uscita. "Lui l’aveva vista. Mi ha detto che non aveva mai rivelato quanto aveva visto perché aveva paura". Ascoltato in aula, il procuratore generale e i legali gli hanno chiesto perché in passato avesse negato di aver ricevuto confidenze da Tuzi sul caso Mollicone. "Non mi fido più della giustizia – ha sottolineato più volte – Non posso dire di aver ricevuto minacce, ma non mi fido più di nessuno".

La droga ad Arce: "Serena non ne voleva sapere"

Oltre a Malnati, nel corso dell’udienza sono stati ascoltati altri testimoni. Si tratta di coetanei di Serena che frequentavano lo stesso giro di amicizie. Hanno fatto tutti riferimento al "piccolo spaccio di hashish e marijuana, per qualcuno anche cocaina" nei giardini di Arce. Un giro di cui Serena non voleva sapere niente ma di cui, secondo alcuni, avrebbe fatto parte anche Marco Mottola. Ipotesi confermata da uno dei coetanei dei due, oggi sottufficiale dell’Arma.

"Marco diceva che andava a prendere la sostanza stupefacente a Castel Volturno, ma non so di più. Lui era una persona riservata, parlava in campano per cercare di darsi un tono. Dicevano che aveva rubato qualche oggetto in oro, poi ho saputo che il gruppetto andava in una gioielleria che faceva da compro oro in zona Castello – ha spiegato – In primo grado mi fecero vedere una diapositiva, ma non riuscii a ricordare bene. Ho l’immagine di Marco e Serena che discutono sotto ad un arco del paese, ma non riesco a collocarla con precisione. A Serena non piaceva il fumo".

Tanto che, come emerso nel luglio 2021, sembra che volesse sporgere denuncia proprio contro Mottola. Secondo uno dei testimoni, Marco Mottola avrebbe avuto confidenza con lei: "Credo che in passato fossero anche stati insieme".

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Indagine sull’operazione al naso e i farmaci prescritti

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Cause del Decesso

Francesca Russo è morta a causa di un’emorragia interna. Le autorità stanno investigando sull’operazione cui si è sottoposta due settimane fa e sui farmaci anticoagulanti che stava assumendo.



Dettagli delle Ultime Ore

Non aveva assunto alcol né droghe la giovane Francesca Russo, trovata morta nell’abitazione del suo fidanzato la mattina di sabato 18 maggio. La macchina con a bordo Francesca era stata fermata dai carabinieri per un controllo mentre lei e il ragazzo stavano tornando a casa. Poiché il 39enne aveva bevuto troppo, era lei alla guida della vettura: fermati per il controllo dei documenti, tutto era risultato in regola e i due si erano diretti verso l’appartamento dell’uomo. Anche l’autopsia ha confermato che nel corpo della giovane non erano presenti sostanze, né una quantità eccessiva di alcol. Gli esami tossicologici devono ancora arrivare, ma l’overdose sembra una causa ormai da escludere.

L’Indagine in Corso

Sul caso indagano i carabinieri di Castel Gandolfo, ma per il momento non c’è nessun indagato. L’attenzione degli investigatori è rivolta all’operazione al setto nasale cui la 26enne si era sottoposta due settimane fa e agli anticoagulanti presi in seguito all’intervento. La famiglia di Russo desidera sapere cosa è accaduto. La giovane lavorava come estetista in uno dei centri di proprietà del 39enne, con cui da tempo aveva una relazione.

Gli Ultimi Momenti di Francesca Russo

Quella sera, Francesca e il fidanzato erano andati insieme al Jackie O’, un famoso locale romano, e in altri posti, dove avevano trascorso il venerdì sera. Tornati a casa, Francesca era andata a dormire sul divano, mentre lui si era ritirato in camera da letto al piano di sopra. La mattina successiva, quando lui è andato a svegliarla, l’ha trovata morta. Immediata la chiamata ai soccorsi, ma ormai era troppo tardi. Purtroppo, per la 26enne non c’è stato più nulla da fare.

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Polizia ferma attivisti a terra

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Nuovo Blitz di Ultima Generazione a Roma

Il movimento ambientalista Ultima Generazione ha messo in atto un nuovo blitz a Roma. Gli attivisti e le attiviste hanno colorato di nero la facciata del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in via Veneto, prima di essere bloccati dalla polizia.



L’Azione di Disobbedienza Civile

Gli attivisti sono stati visti mentre iniziavano a colorare di nero la facciata del Ministero con estintori carichi di carbone vegetale. "Siamo venuti qui, perché quando andiamo a bloccare le strade ci chiedono perché non andiamo nei palazzi del potere. E quindi eccoci", hanno dichiarato davanti al ministero.

Manifesi e Statistiche sul Lavoro

Durante l’azione, alcuni attivisti hanno srotolato manifesti con dati sulle morti e sugli infortuni sul lavoro del 2023: 1041 morti e 550 infortuni. "Questo vuol dire che oggi stesso moriranno due persone sul proprio posto di lavoro. Ma questi numeri nascondono persone reali e ci rifiutiamo di rimanere in silenzio davanti a una tale ingiustizia".

Intervento della Polizia

La polizia è intervenuta tempestivamente, bloccando e trasferendo in questura 17 attivisti. Anche tre giornalisti sono stati fermati, nonostante fossero lì per seguire l’azione. È stato anche riportato un episodio di aggressione verbale da parte di un passante che ha accusato gli attivisti di aver macchiato il suo vestito.

Dettagli dell’Operazione e Arresti

Gli attivisti sono arrivati armati di estintori, colorando la facciata del ministero prima di essere bloccati a terra dagli agenti. In totale, 11 persone sono state trasferite in questura dopo essere state fermate nell’atto di usare gli estintori.

Primi Fermati Prima dell’Azione

L’operazione ha avuto luogo verso le ore 10 del mattino, con la polizia che è intervenuta immediatamente. Prima ancora di arrivare al ministero, 6 attivisti sono stati fermati in via Salandra, e tre giornalisti sono stati identificati e trattenuti.

Reazione di un Passante

Un passante, infuriato per essere stato macchiato, ha aggredito verbalmente gli attivisti con insulti e minacce. Anche l’attivista che stava filmando la scena è stato bloccato dai poliziotti che hanno impedito le riprese. "Mi hanno bloccato contro una macchina. Loro erano in assetto antisommossa. Sono stato sbattuto contro l’auto e immobilizzato per una decina di minuti", ha raccontato uno degli attivisti.

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Profanata la tomba di Franco Califano, rubato l’autografo in bronzo

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Vandali sulla Tomba di Franco Califano

La tomba di Franco Califano è stata vandalizzata nel cimitero di Ardea: è stata rubata la riproduzione della sua firma. La denuncia di Maurizio Mattioli sul furto: "Chi lo ha fatto deve pentirsi".



La Profanazione della Tomba

È stata profanata la tomba di Franco Califano, situata nel cimitero di Ardea, cittadina in provincia di Roma. Nei giorni scorsi, alcuni vandali hanno rubato la riproduzione in bronzo dell’autografo dell’artista, posta accanto alla scritta "Non escludo il ritorno", voluta dal maestro sulla lastra di travertino in suo ricordo.

La Denuncia di Maurizio Mattioli

L’accaduto è stato denunciato da diversi passanti che hanno notato la mancanza della firma, e segnalato sui social dai suoi fan, compreso il noto attore Maurizio Mattioli: "È una cosa assurda che neanche le tombe dei nostri cari possano stare tranquille nel cimitero. Aver ascoltato le canzoni di Califano, averlo seguito per tutta la sua lunga carriera, raccolte di dischi nelle proprie case con le canzoni cantate dal grande cantautore romano, non è difficile pensare che qualcuno volesse tenere per sé un cimelio da tenere nella propria casa. Però è un atto vandalico di una gravità assoluta e che dovrebbe essere punito. L’autore del gesto si dovrebbe pentire e restituire la scritta", denuncia l’attore romano.

La Tomba di Franco Califano

Franco Califano riposa nel cimitero di via Strampelli ad Ardea dal 2013. Il luogo della sepoltura è meta di pellegrinaggi dei fan provenienti da tutta Italia, che si fermano a rendere omaggio all’artista. Ai piedi della tomba, c’è un angolo dedicato ai ricordi degli ammiratori nei suoi confronti.

Il Gemellaggio Tra Pagani e Ardea

Negli ultimi mesi, c’è stato un gemellaggio tra i comuni di Pagani e Ardea in ricordo del cantautore. Pagani è il comune originario della famiglia, in provincia di Salerno, mentre Ardea è stata scelta come sua ultima dimora. Il cantante era molto legato alla città in provincia di Roma, dove c’è una casa museo in suo onore e dove è stata intitolata anche una piazza in suo onore poco più di un anno fa, davanti al Comando della Polizia Locale.

L’Epitaffio sulla Tomba

Sulla tomba di Franco Califano ad Ardea, è presente l’epitaffio: "Non escludo il ritorno". La frase ricorda il titolo di un film dedicato al Califfo del suo amico regista Daniele Calvegna, uscito nel 2014, e il titolo di una canzone del 2005 presentata al Festival di Sanremo. Il cantante è stato seppellito nel comune costiero sul litorale sud di Roma alcuni mesi dopo la sua scomparsa avvenuta il 30 marzo 2013, grazie a una raccolta fondi degli amici che ha consentito di rispettare le sue ultime volontà.

L’inaugurazione della Piazza a Roma

La città di Roma ha reso omaggio al Califfo, intitolandogli una piazza a Casale Nei, in zona Bufalotta, lo scorso martedì 14 maggio. All’evento d’inaugurazione, è intervenuto anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha suonato alcuni brani in suo onore.

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“Aumenta il Turismo e a Roma servono più Taxi”

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A Roma servono più taxi. Lo sanno tutti ma il sindaco Gualtieri ancora non rilascia le licenze. Fra l’altro l’ultima indiscrezione rilevata dal quotidiano il Messaggero nei giorni scorsi vuole che le nuove licenze taxi a Roma saranno rilasciate dopo titoli, esami e un avranno un costo di 70.000 euro.

A tal proposito Adolfo Urso, ministro per le imprese e del Made in Italy commenta così “C’è una crescita del turismo significativa, bisogna incontrare questa richiesta soprattutto in vista del Giubileo. Sono attesi a Roma 40 milioni di pellegrini, dobbiamo accoglierli al meglio, servono più taxi”.

Queste le dichiarazioni del ministro intervistato a Radio24 dopo lo sciopero di ieri. “Stiamo lavorando da inizio legislatura con i tassisti, ha detto, li abbiamo incontrati tante volte, vogliamo vedere come possono fornire un servizio ancora più accogliente visto che il mercato cresce in maniera impetuosa. Bisogna aumentare e migliorare il servizio ai cittadini”.



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