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La Raggi parla del Rogo scoppiato a Roma, servirà un nuovo impianto

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La parla del scoppiato a Roma, servirà un nuovo impianto dopo l’esplosione avvenuta ieri

Queste le parole della sindaca Virginia Raggi al messaggero in seguito al rogo scoppiato sui rifiuti in via :“Sono sicura che usciremo da questo momento, ci uniremo facendo squadra, con il ministro Costa, con la prefettura e con la Regione Lazio che ringrazio. Abbiamo cercato immediatamente una soluzione per le 800 tonnellata al giorno che fino ieri andavano in questo Tmb. Sapevamo già di doverlo chiudere, a fine mandato la vicenda si sarebbe conclusa, ma ora questo fatto ha cambiato i tempi anticipandoli. I costi in questo modo potrebbero esserci e non li avevamo messi in conto. I costi? Dipende da quanto ci chiederanno gli impianti fuori Roma, però c’è il rischio che aumenti la Tari a Roma è ampio e devo dirvelo con sincerità, potremmo metterla se saremo costretti. Qualcuno ora potrebbe approfittare della necessità di Roma dopo l’incendio. Ovviamente cercheremo di scongiurarlo o contenerlo al massimo, l’ aumento”.

Ora i rifiuto dell’ex Tmb dove andranno: “So che l’Ama, attraverso la Regione Lazio, ha già avviato trattative, in primis con l’ Abruzzo. Noi guardiamo al futuro, la migliore soluzione sul mercato sono le tecnologie di ultima generazione in grado di separare i materiali dell’ indifferenziato, a volte anche solo dal colore, con lettori ottici o laser, una volta individuati i siti adeguati, si partirà con le autorizzazioni. I tempi non sono brevi, ma gli impianti saranno utili, non solo oggi, ma in futuro”.

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L’ultima telefonata di Maradona al fratello: “Mi tengono qui chiuso, io voglio uscire”

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Maradona


Continuano gli interrogativi sulla morte del campione argentino. Il racconto del fratello

A cinque giorni dalla scomparsa del grande campione argentino non si placano le polemiche. Dopo le accuse di negligenza e omicidio colposo nei riguardi del medico che seguiva l’ex calciatore, prende ora parola Hugo Maradona, fratello minore del pibe de oro,  a sua volta ex calciatore. Intervistato da Barbara D’Urso durante il suo programma domenicale, Hugo ha raccontato come viveva Diego durante la convalescenza post operatoria. “L’unico che gli stava accanto è mio nipote, che per lui era come un figlio. Lo affiancavano infermiera e dottore, ma non voleva nessuno in camera. Non so cosa sia successo e mi auguro che non sia stata trascurata la sua vita, o che ci sia stato qualche errore da parte dei medici. Ora ci sono le indagini, ci penseranno gli avvocati e la polizia in Argentina, se è vero quello che stanno dicendo mi fa il doppio del male perché non meritava di esser lasciato solo. Quello che mi sembra strano è che quando hanno chiamato l’ambulanza non è stato detto il nome di mio fratello, né il medico ne l’infermiera hanno fatto il nome di Maradona“. E sulle critiche legate alla condotta di vita del fratello ha preferito glissare: “Mio fratello si è fatto male da solo, mai ad altri. Parlare così di chi non si può difendere non è bello”, ha affermato.

L’ultima strana telefonata di Diego Maradona al fratello

Hugo, che vive in Italia, non ha potuto dare l’addio al fratello a causa delle problematiche di viaggio legate all’attuale pandemia da Coronavirus. Intervistato dalla rivista portoghese Caras, ha dichiarato di essere venuto a conoscenza della morte del fratello in modo del tutto inaspettato. “Ero uscito a comprare le sigarette, e il negoziante mi fece le  condoglianze. Lo ringraziai, ma non capii di cosa stesse parlando. In macchina mi chiamò mia figlia da Miami, mi chiese dove ero e cominciò a piangere. Mi disse di fermarmi perché doveva darmi una notizia. Le chiesi se fosse incinta. Lei invece mi disse: no papà, è morto lo zio. Non so neanche come ho fatto  a guidare fino a casa“. Hugo aveva parlato col fratello per l’ultima volta la domenica precedente; in quell’occasione Diego gli aveva detto una cosa strana. “Mi tengono qui chiuso, io invece voglio uscire”. “Io gli avevo risposto che presto sarei andato a fargli compagnia. Abbiamo litigato per 22 anni per cose futili. Ci scontravamo, ma era il nostro modo di dire che ci volevamo bene. Quando potrò tornare in Argentina andrò a trovarlo“, conclude Hugo.

 

 

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