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Coronavirus

Coronavirus, le parole del virologo Crisanti: “Lockdown a Natale? Credo sia nell’ordine delle cose”

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Crisanti lockdown natale


Il virologo dell’Università di Padova propone un natalizio per arginare la seconda ondata della pandemia

Chiudere di nuovo tutto durante le festività natalizie. E’ la proposta del virologo Andrea , dell’Università di Padova. Ospite a Studio 24 di Rainews24, il medico ha sostenuto che un lockdown in un periodo critico come quello natalizio potrebbe essere di aiuto. Sotto la lente l’aumento dei  contagi e le difficoltà di gestione delle richieste di tamponi. “Un lockdown in Italia durante le feste di potrebbe essere necessario per bloccare la diffusione del coronavirus e aumentare l’efficienza del tracciamento dei contagi sul territorio”, ha affermato. E ha portato come vincente l’esempio inglese. La Gran Bretagna infatti, ha deciso di fare il lockdown durante le vacanze scolastiche. L’aumento dei casi e la difficoltà nel soddisfare tutte le richieste di tamponi da parte della popolazione preoccupa il professore. “Via via che i casi sono aumentati la capacità di contact tracing e fare tamponi diminuisce e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione del virus. Più che misure sui comportamenti occorre bloccare il virus: tra 15 giorni non non vorrei trovarmi a discutere di 10-12mila casi al giorno“, ha concluso così Crisanti.

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Coronavirus

Coronavirus, Zangrillo: “Il 60% di chi arriva in Pronto soccorso è un codice verde”

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Alberto Zangrillo


Il primario del San Raffaele di Milano ospite in Tv:  “Abbiamo il dovere di dare informazioni corrette, in questo momento non c’è il disastro”

Alberto Zangrillo ha cercato di rassicurare gli spettatori sulla situazione dei Pronto Soccorso e sul numero dei sospetti casi di Covid che vi arrivano. E lo fa ospite  a “La vita in diretta”, su Rai Uno. “Il 60 percento dei pazienti che giungono in ospedale sono pazienti che vengono dimessi entro le 10 ore, sono quindi i cosiddetti codici verdi”, ha infatti dichiarato. L’esortazione è quella di non allarmare la popolazione, ma di fornire informazioni chiare e corrette: “Non dobbiamo perdere la razionalità, abbiamo tutti il dovere di dare informazioni corrette,  in questo momento non c’è  il disastro, dobbiamo tutti fare la nostra parte”.

Gli ospedali sono un punto di riferimento per la popolazione

Io personalmente sono preoccupato della curva dei contagi, ma dobbiamo parlare di curva di persone che sono state determinate positive al coronavirus, dopodiché c’è tutta la categoria di persone con sintomi nelle varie gradazioni da lievi a gravi”, ha aggiunto il Primario. Che ha poi chiarito alcuni dubbi delle tante persone preoccupate dell’incremento dei casi e dell’alto numero di persone che si presentano negli ospedali presentando sintomi sospetti. “Ritengo che questo dato sia assolutamente comprensibile, abbiamo sempre denunciato il fatto che c’è un disorientamento generale da parte delle persone che sono molte spaventate, che non hanno punti di riferimento. Il punto di riferimento lo trovano sicuramente in un ospedale, dove però ci sono vari livelli di cura, dalla semplice osservazione a qualcosa più importante”, ha concluso il medico.

 

 

 

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