Ostia Concessioni balneari – Il M5S attacca il PD sui bandi annullati: “Andremo in Procura”

Ostia Concessioni balneari - I grillini contestano la decisione della giunta municipale. E si rivolgono ai magistrati

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Ostia Concessioni balneari, la questione finisce in Tribunale. A preannunciarlo, in una nota, i consiglieri pentastellati del X Municipio Ieva, Di Pillo e Paoletti. Decisi a non fare passi indietro su quella che chiamano “la nostra battaglia per la legalità“. Nel mirino, ancora una volta, la sospensiva delle gare per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime, scadute nel 2020. Un provvedimento, spiegano i grillini, già oggetto di un esposto a Corte dei Conti e Procura. Ma ora, dopo che i bandi sono stati annullati, il gruppo consiliare torna a chiedere l’intervento dei magistrati. Con il supporto, fanno sapere, dell’ex sindaca Raggi e dei consiglieri in Campidoglio Meleo e Ferrara.

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Ai cinquestelle non è andato giù il comportamento della nuova giunta municipale targata dem. Che, sottolineano, “sulla legittimità dei bandi si è sostituita al Tar Lazio ed è andata contro il parere dell’Avvocatura Capitolina“. In questo modo, proseguono, “ha configurato un profilo di responsabilità e di fatto ha esposto l’amministrazione a ricorsi“.

A tale condotta contrappongono, rivendicandole, le scelte operate durante la propria consiliatura: “In una terra per molto tempo al centro delle cronache giudiziare, il M5S ha avuto il coraggio di mettere ordine, ripristinare la legalità e restituire le spiagge libere ai cittadini. Primi in Italia, abbiamo messo a bando le concessioni scadute con una gara pubblica regolare e rispettosa delle norme. E, al termine della procedura, è stata pubblicata la graduatoria dei potenziali nuovi gestori in attesa di assegnazione definitiva“.

Scopo di questo ritorno in campo, precisano, non è dare “battaglia contro qualcuno o qualcosa“, ma far prevalere “il senso di responsabilità verso i nostri concittadini, del bene comune e della legge“. Per questo, concludono, “non permetteremo a nessuno che le spiagge diventino merce di scambio per illeciti e consensi elettorali“.

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