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Il Fatto del Giorno

Mimun, lettera ai romani contro il degrado: “Damose da fà”

Clemente Mimun scrive ai cittadini della Capitale e lancia un appello per risolvere i problemi che la attanagliano

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Mimun scende in campo contro il degrado a Roma. La città, ormai lo sappiamo, non è propriamente tra le più pulite al mondo. Una situazione che va avanti da decenni, nel menefreghismo, totale e super partes, di politica e istituzioni. Così non si può continuare, con questo quadro certamente non degno di una grande Capitale europea e mondiale. Per questo, uno dei suoi cittadini più noti, il direttore del Tg5, ha deciso di far sentire forte la propria voce. Lo ha fatto dalle colonne del più importante quotidiano romano, Il Messaggero, attraverso una lettera dal titolo emblematico: “Quello che i romani (non) fanno per la Capitale”.

MIMUN: “CURA PARTA DAI QUARTIERI”

Mimun esordisce citando alcuni degli elementi che fanno di Roma una città degradata: “Mondezza non raccolta, buche micidiali, monopattini gettati in ogni angolo, stazioni della metro in panne, set cinematografici e altre iniziative che paralizzano interi quartieri. Senza contare i turisti maleducati e il personale dei servizi scostante e per nulla cortese. E non parliamo dei cocci di bottiglia sulle strade, degli alberi malati e degli animali“. Sulla soluzione a tutto questo il giornalista non ha dubbi: “Se noi romani curassimo di più la città e le sue meraviglie, a partire dai quartieri, la situazione migliorerebbe presto e molto“.

MIMUN: “ANCHE IL GOVERNO INTERVENGA”

La situazione, prosegue Mimun, è grave soprattutto al centro e in periferia, ma invita i cittadini a non mollare: “Non dobbiamo far vincere la rassegnazione, ma darci da fare e reagire. Tutti“. Ma il giornalista ne ha anche per la politica: “Pulizia, verde, mobilità, ordine pubblico sono temi che hanno sempre contraddistinto i programmi elettorali, ma non possono restare lettera morta. Si può e si deve fare di più e meglio. E anche il governo deve intervenire seriamente“. Sull’esempio, spiega, di altre capitali europee, come “Parigi, Londra e Madrid“. Quindi conclude citando papa Wojtyla: “Damose da fà e volemose bene. Semo romani. Appunto“.

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Roma Pescara. 720 milioni di Euro per collegare le 2 città

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INFRASTRUTTURE, ASSESSORE RINALDI: “ROMA-PESCARA OPERA NECESSARIA PER RIPOPOLAMENTO AREE INTERNE”

Oggi rappresenta un momento di fondamentale importanza. Grazie all’impegno del Governo Meloni, siamo finalmente in grado di potenziare le infrastrutture lungo l’asse Roma-Pescara. Questo progetto, rimasto in sospeso per troppo tempo, non solo favorirà lo sviluppo economico e commerciale tra le due regioni, ma contribuirà anche al ripopolamento delle aree interne.”

È quanto dichiarato dall’Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche di Ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture, Manuela Rinaldi.

Il finanziamento di 720 milioni di euro approvato oggi dal CIPESS rappresenta un’opportunità unica per realizzare un intervento strategico fondamentale. Questo consentirà di collegare il Mar Adriatico al Mar Tirreno e di rinsaldare i legami tra il Lazio e l’Abruzzo. Due regioni che condividono non solo tradizioni e cultura simili, ma anche l’esperienza comune degli eventi sismici degli ultimi anni. Investire in un’opera di tale importanza dimostra la determinazione di offrire nuove prospettive ai nostri territori, indispensabili per il loro rilancio economico e demografico, in particolare per i borghi e le città delle aree interne. Confido nella collaborazione con il Governo Meloni anche per il completamento della ferrovia tra Roma e Ascoli Piceno, che attraversando le zone colpite dal sisma del 2016, favorirà uno sviluppo significativo della parte settentrionale del Lazio nell’Appennino centrale,” ha spiegato Manuela Rinaldi.

Questo annuncio dimostra che il Presidente Giorgia Meloni è solidale con il Centro Italia, troppo spesso trascurato e abbandonato, nonostante le difficoltà causate dagli eventi naturali. È una risposta attesa da troppo tempo dalle aree interne,” ha concluso l’Assessore Manuela Rinaldi.

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Inflazione in Italia, Assoutenti: “Anno nero per i consumatori nel 2023”

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Inflazione in Italia, Assoutenti: “Anno nero per i consumatori nel 2023”

Inflazione in Italia: Assoutenti segnala un ‘anno nero’ per i consumatori nel 2023

L’impennata dell’inflazione nel 2023 ha lasciato un segno indelebile sulle finanze e sulle abitudini di vita degli italiani, secondo quanto affermato da Assoutenti, l’associazione italiana per la tutela dei consumatori, in risposta ai dati diffusi oggi dall’Istat.

Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha sottolineato l’impatto negativo sull’alimentazione, definendo il 2023 come un “anno nero”. In particolare, per la categoria di cibi e bevande, con un aumento del +10% dei prezzi, una famiglia con due figli ha registrato una spesa media aggiuntiva di +804 euro, mentre la famiglia “tipo” ha subito un aumento di spesa annuale di +578 euro, mantenendo costanti i consumi.

Questi aumenti hanno influenzato beni primari, essenziali per le famiglie, costringendo molte di esse a modificare le proprie abitudini di consumo, come evidenziato dall’aumento della frequenza nei discount alimentari.

Assoutenti sottolinea che il 2024 deve rappresentare un punto di svolta per quanto riguarda i prezzi. Melluso chiama il Governo a intervenire nuovamente per contrastare le speculazioni che incidono sui listini al dettaglio in tutti i settori. La speranza è che misure efficaci siano adottate per alleviare il peso finanziario sulle famiglie italiane e mitigare gli impatti dell’inflazione sulle loro vite quotidiane.

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Acca Larenzia, La cosa di cui vergognarsi sono i 46 anni senza un colpevole

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Acca Larenzia

Questi giorni tiene banco la pseudo polemica riguardo la commemorazione per tre militanti missini di Acca Larenzia, uccisi da un commando comunista 46 anni fa e che ancora oggi non ha visto nessun colpevole. 

Sì, una pseudo polemica, perché si è creato un caso intorno a un presidio per tre diciottenni uccisi a colpi di mitraglietta, la cui unica colpa era di essere schierati dalla parte sbagliata dello schieramento politico. Erano anni bui quelli e la violenza era bipartizan sia ben chiaro. 30 secondi di saluti romani all’interno di un contesto intimo e doloroso, ristretto a una comunità circoscritta di persone che rendono omaggio a tre giovanissimi morti per un ideale politico, non possono far suscitare reazioni così aggressive e prive di comprensione, senza tener conto di quanto accaduto in via Acca Larenzia quasi 50 anni fa.

Tolti gli esponenti della sinistra più chic e chi cerca la polemica solo per guadagnare un po’ di visibilità in vista delle prossime elezioni europee, la manifestazione di Acca Larenzia (quella pomeridiana tanto per capirci), qui a Roma non rovina le giornate di nessuno. Ovvio che sotto il governo Meloni, chiedere un’interrogazione parlamentare sui saluti romani è cosa scontata, però sarebbe stato più comprensibile chiederlo quando a governare c’erano altri schieramenti politici.

Attenzione, qui non si tratta di destra e sinistra, si tratta di utilizzare un po’ di buon senso. Sono quelle cose che vanno così, al di fuori del dettato costituzionale. Non muore nessuno se per 30 secondi cinquanta, cento o duecento persone fanno il saluto romano in ricordo di tre giovani morti trivellati da una mitragliatrice, ben più grave, gravissimo direi, la scelta della procura e il silenzio di tutti i partiti di non riaprire l’inchiesta per sapere chi abbia ucciso tre poveri diciottenni colpevoli di pensarla diversamente.  

La vita è fatta di priorità e credo che sapere chi furono gli assassini della strage di Acca Larenzia sia molto più importante che identificare delle persone che all’interno di un rito funebre, adottano comportamenti al limite della legge. Ci sono delle famiglie che ancora piangono e che hanno perso la speranza nello stato. Di sicuro non saranno felici di vedere qualche politico che, anziché impegnarsi per dare a loro giustizia, punta il dito su chi invece porta un fiore sul luogo della strage, lì dove il sangue che c’era per terra non fu opera di chi oggi fa il saluto romano.

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Gino Cecchettin ospite da Fazio. Ma è normale tutto ciò?

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Gino Cecchettin ospite da Fazio. Ma è normale tutto ciò?

Il padre di Giulia, Gino Cecchettin va in televisione per parlare del dramma vissuto dopo la morte di sua figlia Giulia.

Ma secondo voi è normale che un padre di famiglia vada in televisione a raccontare il dramma che ha vissuto nemmeno un mese fa, ovvero l’undici novembre, per mano di uno squilibrato, Filippo Turetta.

Secondo chi scrive l’articolo non è affatto normale andare in tv a raccontare cose cosi delicate, ma rispettiamo la decisione del genitore. Ma quello che ci fa più riflettere è soprattutto come sia possibile che un conduttore televisivo possa lucrare, perché di questo si parla, puntando sulla spettacolarizzazione della morte e del lutto di un padre che ha perso la figlia in un modo così sconvolgente.

Domenica sera il padre di Giulia, Gino Cecchettin, sarà ospite del giornalista Fabio Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa” in onda su nove, dopo che è stato cacciato dalla Rai dopo vent’anni di propaganda politica. Ora non sappiamo se il padre riceverà un rimborso economico per l’ospitata, che potrebbe essere una sorta di aggravante ma, potrebbe apparire come una mercificazione della morte.

Il silenzio e la riservatezza sono ormai valori che ai tempi dei social non vanno più di moda, basti pensare alle critiche senza un senso della sorella di Giulia al ministro Salvini, reo di alimentare la cultura patriarcale, cosa che lo scrivente non vede così negativamente.

Domenica sera chi guarderà il programma, io non di certo, saranno tutti in attesa dell’entrata del protagonista, con tutti i fotografi ad aspettare la lacrima sul viso mentre i colleghi giornalisti tutti a battere più velocemente possibile la frase più vendibile per far fare click al lettore.

Sarebbe interessare sapere se a fronte di questa ospitata, anche gli sponsor saranno costretti, si fa per dire, a pagare un clichè più alto. Noi, a detta del pensiero dominante, siamo un paese democratico e siamo anche liberi di pensarla in modo diverso. Ognuno fa quello che vuole, ma per noi non è giusto e non è neanche tanto normale che si vada in televisione per raccontare il dramma subito.

Il problema del femminicidio è un problema pressoché irrisolvibile e per fortuna. Non è questione di patriarcato, è quasi genetica ma non è il caso di parlarne qui, magari meglio da Fabio Fazio. 

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Allerta Meteo Roma : tra oggi e domani piogge devastanti sulla Capitale

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Allerta Meteo Roma

Meteo Roma: L’Agenzia regionale di Protezione Civile ha emesso un’allerta gialla, programmata per entrare in vigore dalle prime ore di domani, 5 novembre 2023, e protrarsi per le successive 12-18 ore.

L’allerta è stata emessa a causa delle previste precipitazioni che coinvolgeranno ampie aree della Capitale . Si prevedono piogge da sparse a diffuse, con un potenziale per rovesci e temporali. Tuttavia, ciò che desta maggiori preoccupazioni è la forza di queste precipitazioni, che potrebbero causare una serie di problemi, tra cui il rischio di caduta degli alberi a causa della scarsa manutenzione.

La combinazione di rovesci di forte intensità, attività elettrica frequente e forti raffiche di vento rende questa situazione estremamente critica. Il suolo saturo d’acqua e le radici degli alberi indebolite a causa delle piogge possono comportare il crollo improvviso degli alberi, mettendo in pericolo la vita delle persone e la sicurezza delle strade.

Meteo Roma: Inoltre, l’inchiesta ha evidenziato un secondo problema di non minore importanza: il rischio di allagamenti sulle strade delal Capitale , in particolare la Togliatti e la Aurelia. Queste arterie stradali sono spesso soggette a inondazioni durante forti piogge o eventi meteorologici avversi, creando seri disagi per i conducenti e mettendo a rischio la sicurezza stradale.

Per affrontare queste minacce, è essenziale che le autorità regionali investano nella manutenzione degli alberi lungo le strade e nella modernizzazione dei sistemi di drenaggio e fognatura per prevenire allagamenti pericolosi. L’inchiesta mette in luce l’urgenza di tali azioni per garantire la sicurezza dei cittadini del Lazio in un periodo in cui i cambiamenti climatici rendono i fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi.

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Esclusive

Dror Eydar, Ex Ambasciatore tuona: “Gaza va annientata “-Video

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Dror Eydar

Ieri a Stasera Italia è stato invitato l’ex-ambasciatore Israeliano nella Repubblica Italiana, un tale di nome Dror Eydar. Eydar non  parla a nome del suo paese , non avendo nessuna carica politica al suo interno o rapporti con l’attuale Esecutivo parla da libero cittadino Israeliano, ma le sue parole sono durissime.

Rappresentano il pensiero dell’ala più intransigente del mondo ebraico, quella che avrebbe voluto reagire con ancor più forza di quella utilizzata negli ultimi 75 anni, quella che avrebbe voluto vedere il mondo arabo fuori dai confini Palestinesi. Una visione fascista, razzista e profondamente attaccata alle solite demagogie del mondo occidentale.

A coronare il suo intervento un altro invitato, la deputata Pd Jasmine Cristallo, che si è detta profondamente indignata dalle parole dell’ex-ambasciatore, che attualmente resta un mero professore di letteratura. Anche il Pd come Eydar non sa che pesci prendere: da un lato appoggia la reazione Israeliana e dall’altro dice: “non troppo se no qualcuno si fa male”.

Tra il fascio Eydar e la signora Cristallo poco ne esce a parte sproloqui di almeno mezz’ora nella quale poco di nuovo viene detto , ma le dichiarazioni da ambo i lati sono da scrivere negli annali del giornalismo, in negativo però.

Le dichiarazioni di Dror Eydar

Il primo pezzo sullo scacchiere è mosso da Dror Eydar: “Ogni persona che minaccia un ebreo, che vuole uccidere un ebreo, deve morire. L’obiettivo è distruggere Gaza, questo male assoluto“. Il signor Eydar era sicurissimo che tutta l’Italia (la stessa Italia dove si moltiplicano i cortei contro Israele) sarebbe stata con lui.

A prendere le difese del Popolo Palestinese la signora Cristallo, che comunque tutto si aspettava tranne che dover difendere la Palestina da un pazzo che ha delle posizioni ancora più intransigenti dello stesso Partito Democratico.

Deputata Cristallo: “Questo non è assolutamente democratico, questo non c’entra nulla con il concetto di democrazia. Distruggere Gaza è la testimonianza che purtroppo l’approccio di molti rispetto a questa vicenda è di vendetta e di legge del taglione, che non ha nulla a che vedere con la democrazia”.

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Attualità

Il Meteo a Roma: cosa si intende per “Ottobrata Romana”?

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Qualità della vita 2023: la classifica delle province italiane dove si vive meglio

Meteo a Roma: Per descrivere l’ottobrata romana si potrebbe partire dal termine, per poi accorgerci che questo come del resto la maggior parte delle cose nella capitale è legato a tradizioni millenarie.

Risale di per certo a quel periodo di Roma nel qual dopo Porta San Giovanni, Ponte Milvio e Porta Pia non esistevano i quartieri popolari o le strade.

“Era tutta campagna” è il termine con il quale i nostri nonni ci hanno per primi introdotto al cambiamento della nostra città.

E quando Roma era tutta campagna, quella campagna in determinati periodi dell’anno veniva sfruttata dai Romani come meta di meravigliose gite fuoriporta.

Ecco da dove parte la vita dell’ottobrata romana, proprio dai quei ricorrenti e attesi periodi dell’anno nei quali la campagna assumeva dei toni di coloro e delle temperature perfette.

E in questo periodo i Romani andavano per campi tutto il giorno, erano felicissimi di miscelare ai colori della campagna quello rosso intenso del vino, altro padrone della scena.

Un altro antefatto che ci porta alle Ottobrate infatti è legato proprio alla cultura del vino, che aveva una parte importante della sua preparazione proprio nel periodo di Ottobre.

Affiancando l’uso del termine in tempi antichi e moderni potrebbe sorgere un paradosso:

Perché oggi visitiamo il centro di Roma parlando di “ottobrata romana”, se in tempi antichi si lasciava la frenesia della città e si scappava nei colori della campagna.

Il termine infatti non è rimasto sempre attaccato al suo originale significato, ad “ottobrata romana” oggi si associa solamente al clima e ai colori che questo mese risveglia nella città.

E così quando sentiamo nominare questo termine sappiamo che è riferito al periodi dell’anno nella quale “tutto riesce meglio” sotto l’aspetto delle gite fuori porta e delle passeggiate in centro.

L’ “ottobrata romana” è il periodo infatti del primo autunno, quello dove il meteo a Roma è il più favorevole per qualsiasi tipo di attività che si svolge all’aperto.

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Il Fatto del Giorno

Roma, Sventato dalla Polizia di Stato un blitz degli ambientalisti all’evento Ryder Cup

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Roma

I servizi capillari messi in atto dalla Questura di Roma, per garantire il corretto svolgimento dell’evento di rilevanza mondiale, Ryder Cup, hanno consentito agli agenti della Digos capitolina di intercettare, nei pressi del Marco Simone Golf & Country Club, 9 attivisti ambientalisti.

All’interno dei loro zaini sono state ritrovate delle cartine riproducenti il complesso sportivo Marco Simone, con evidenziati alcuni punti verosimilmente indicati per accedere all’interno dell’impianto, cercando di eludere la rigida sorveglianza. Inoltre sono stati rinvenuti degli striscioni riportanti frasi di contestazione a questo sport.

Sono in corso ulteriori approfonditi accertamenti in raccordo con l’Autorità Giudiziaria.

Roma

La mappa usata dagli ultrà ambientalisti per entrare nel campo di golf.

 

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Cronaca

Gianicolense allagata : la tubatura salta e le strade affondano, caos al San Camillo

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Gianicolense allagata

Un disastro i lavori di manutenzione alle reti idriche sulla Gianicolense, ieri pomeriggio è esploso un condotto che portava l’acqua verso le case del quartiere allagandolo, la Gianicolense allagata è una bruttissima sorpresa per residenti e commercianti.

L’allagamento è continuato fino alla mattina, con un immensa quantità do metri cubi d’acqua riversata sulle strade e sui marciapiedi: “Dovevo andare a lavoro…. Dovevo!” ci dice stizzito dal finestrino della sua auto un conducente, in sosta con l’acqua alla portiera.

I video della Gianicolense allagata spopolano sul Web, non era mai capitato che un valanga d’acqua così potente si scagliasse contro la strada romana, che tra le altre cose è anche uno degli sondi principali di Roma Ovest. Le altre strade della capitale ne hanno risentito.

La chiusura della Gianicolense, completamente sommersa e la chiusura del viadotto della Magliana per lavori hanno canalizzato il traffico sulla Portuense, ieri sera il rientro a casa dei conducenti è stato quindi un inferno.

All’arrivo della polizia locale le auto erano impegnate in una disperata retromarcia per non farsi cogliere dall’acqua, la conduttura sarebbe saltata all’altezza di San Girolamo Emiliani e ha costretto il San Camillo a sforzi immani per garantire il servizio ospitaliero.

Tutto il quartiere ha poi subito un brusco abbassamento della pressione idrica, causando la completa assenza di acqua nelle case. Tutte le linee di Autobus sulla Gianicolense sono state deviate, insieme allo stesso Tram 8.

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Attualità

Omicidio a Tor Bella Monaca: trovato a Fiuggi il presunto assassino

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Tor Bella Monaca

L’Omicidio a Tor Bella Monaca di Daniele Di Giacomo ha scosso prepotentemente gli animi di quartiere, un omicidio perpetrato in maniera mafiosa, ma a volto scoperto e sotto gli occhi di tutti. Gli inquirenti sono riusciti ad ottenere l’identikit dai testimoni.

La madre della vittima si sfoga proprio nel luogo dell’omicidio: urla a coloro che alle finestre non sono scesi ad aiutare la ragazza e il ragazzo feriti gravemente. Urlava anche contro gli agenti sul luogo dell’omicidio, che ora le impedivano di entrare nel perimetro.agguato a tor bella monaca

Il movente dell’omicidio e colui che lo ha compiuto sono un mistero solamente per gli inquirenti, i familiari e i conoscenti sono invece sicuri che a sparare quei quattro colpi sul ragazzo e la ragazza sarebbe stato un trentenne che doveva regolare vecchi conti con lui.

Il trentenne è stato trovato in casa di sua sorella a Fiuggi, verrà portato davanti ai testimoni per il riconoscimento, ma poco hanno da dubitare gli inquirenti. La sua vecchia di Di Giacomo se la era lasciata alle spalle, ma qualcun altro no.

Di Giacomo era si un pregiudicato, ma da diversi anni era completamente pulito agli occhi della legge, era proprietario di un concessionario e si godeva la sua vita nella “legalità” insieme alla ragazza che è stata ferita accanto a lui.

Lei può fare la mossa definitiva che incolperà il trentenne arrestato a Fiuggi, se infatti verrà riconosciuto da lei come l’uomo che ha aperto il fuoco l’Omicidio a Tor Bella Monaca avrà il suo colpevole e quest’ultimo avrà la sua lunga pena da scontare.

 

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